Che cos’è la Terapia I.A.D.C. e quando è consigliata

La morte di una persona cara è una perdita fisica e reale, ma ancora di più è una perdita emotiva per chi sopravvive e per questo motivo si attivano ed agiscono una grande varietà di pensieri, di emozioni e di sentimenti…

L’ Elaborazione di un lutto è un processo mentale lungo e complesso la cui funzione è quella di arrivare ad una consapevole rassegnazione per la perdita subita, quella rassegnazione che è necessaria per poter riprendere a vivere il cammino della propria vita anche senza l’altro che fisicamente non c’è più.

In realtà fa parte del normale corso della vita sin dal suo inizio il trovarsi ad affrontare ed elaborare separazioni e perdite…e situazioni di questo tipo dovrebbero teoricamente promuovere quel processo di elaborazione/maturazione psichica tale da renderci capaci di affrontare il distacco e le sensazioni di vuoto e di solitudine profonde causate da questo tipo esperienza, ma non sempre è così.

La IADC e’un trattamento terapeutico specifico per l’elaborazione del lutto basato su una procedura che implica la stimolazione bilaterale del cervello attraverso i movimenti oculari.

Tale procedura deriva da una variazione dell’ Emdr  terapia più nota e più diffusa utilizzata per la risoluzione dei traumi e dello stress.

Il dottor A.Botkin noto psicoterapeuta americano, nel 1995 ha scoperto questa procedura psicoterapeutica detta IADC, Induced After Death Comunication che induce il cervello in una modalita’ ricettiva in grado di riconnettersi con la persona defunta, quella stessa connessione che a volte per molti, può  avvenire spontaneamente.

L’ADC – After Death Comunication, (comunicazione post mortem)

è infatti un fenomeno spontaneo, che può avvenire spontaneamente nel nostro cervello quando si trova in una particolare condizione, sintonizzato su una particolare frequenza di onde cerebrali.

(sonno fase rem: onde theta – veglia:alfa cosciente:beta)

E’ un fenomeno simile a quello più’ noto delle NDE – Near Death Experience, (esperienze pre-morte),  oggetto di ricerca del dottor Raymond Moody, il più famoso esperto mondiale dei casi NDE.

La terapia IADC è stata scoperta durante la cura dei soldati sopravvissuti al Vietnam che venivano trattati con l’ EMDR, una procedura terapeutica specifica per la risoluzione dei traumi che consiste in una stimolazione bilaterale del cervello attraverso i movimenti oculari, la stimolazione tattile o uditiva.

In una particolare variazione al protocollo dell’ EMDR si è scoperto che avvenivano  esperienze di contatto con le persone defunte.

Quindi che i pazienti entravano in quella modalità ricettiva per cui può avvenire una After Death Comunication.

In America e in alcuni paesi d’’Europa come la Germania è una tecnica utilizzata da un decennio ormai, in Italia è arrivata finalmente nel 2015.

Nel 70% dei casi il paziente viene portato in una modalità ricettiva in stato di veglia, simile ad un sogno, ma lucido che è in grado di riconnetterlo con la persona scomparsa.

Questa riconnessione con il proprio defunto ha dimostrato in ambito clinico che può ricondurre ad una risoluzione del trauma, della tristezza  e dei sentimenti legati al lutto…

Quindi ad una elaborazione del lutto o ad una facilitazione di essa che è la finalità principale della terapia.

E’ un processo neurofisiologico che desensibilizza quelle connessioni cerebrali che si creano tra ricordo traumatico ed emozioni dolorose.

Questo avviene attraverso la stimolazione bilaterale del cervello che durante la riconnessione con il dolore, permette di modificare, desensibilizzandole, immagini, emozioni, sensazioni dolorose…di rielaborarle fino ad arrivare ad una connessione mentale tale che accade l’adc.

LA IADC THERAPY è quindi un processo di elaborazione del lutto e contemporaneamente, un’esperienza multisensoriale nella quale attraverso l’elaborazione di tutte le emozioni dolorose, la persona entra in una “connessione” ha percezioni tattili o uditive, di immagini, odori etc…

-questa percezione può durare da 5-20 secondi fino a 10-15 minuti.

-ciò che viene indotto attraverso la stimolazione bilaterale è quindi quello stato di ricettività emozionale che permette di notare la adc, non viene indotta la adc perché questa  è spontanea.

“Gli effetti psicofisici della iadc permettono al cliente di pensare alla sua perdita, non solo con le parti del cervello che immagazzinano e riproducono le immagini, gli eventi e il forte impatto della morte, ma anche con le parti del cervello che testimoniano queste risposte e continuano a pensarci, non dando conforto. Quando la morte è ricordata in questo modo, diventa una realtà oggettiva, non solo un’esperienza soggettiva. Così tutte le reazioni fisiologiche si placano e il cliente è in grado di vedere cosa c’è per lui in questo spazio di pace. Quasi sempre c’è l’esperienza della persona per la quale è rattristato.” (MAXEY GRAHAM)

La IADC e’un processo psicofisiologico, non è semplicemente la possibilità di vedere/percepire i propri cari scomparsi nel 70% dei casi.

Dovete sapere che il processo prevede innanzitutto che le emozioni vengano elaborate, in particolar modo la tristezza legata al lutto…e che questo è l’ unico modo per avere l’adc.!

LA IADC, GRAZIE AL DOTTOR BOTKIN HA RIVOLUZIONATO IL MONDO SCIENTIFICO DELLA PSICOTERAPIA ATTRAVERSO UN METODO DI ELABORAZIONE DEL LUTTO CHE CONIUGA PSICOFISIOLOGIA E SPIRITUALITÀ’.